Ronda Ghibellina....un conto in sospeso dallo scorso anno.
Per
la prima volta pecco di mancanza di umiltà, affermando che sin da
quando mi sono iscritta, sapevo che ce l'avrei fatta a finirla tutta!
L'anno scorso vuoi per la febbre che mi aveva tolto forze fisiche e
mentali, vuoi per il periodo di forte stress.... insomma, durante il
percorso ho optato per la corta di 14km...gettando la spugna per la
prima volta da quando corro! ma ho ascoltato me stessa e....non era
giornata!!ma le sconfitte mi rafforzano...e così è stato!!
Quest'anno
invece.... tutta un'altra storia!! serenità interiore, felicità che
scorre nelle vene, adrenalina pura, energia fisica da vendere e.......
che Ronda sia!!!! la tensione si è fatta sentire la sera prima, solo la
sera prima...tensione mandata via con l'abbraccio di chi mi sta accanto
che mi ha solo detto "Tranquilla...Sei forte....ce la fai eccome!!!".
Siamo
partiti da casa prima dell'alba...per incontrare Alberto...poi
Laura...Fedele...e immergerci nella folla dei trailers radunati a
Castiglion Fiorentino per divertirci nei vari percorsi.
Solo
il giorno prima ho deciso che non sarebbe stata una gara per me, ma una
bella passeggiata sui sentieri....ore e ore...senza fretta..per stare
entro le 8 ore. Avrei avuto il tempo di fare una doccia e aspettare
Gianluca e Fedele al loro arrivo come scope.
Poco
prima della partenza ho incontrato i compagni di squadra Silvia e
Maurizio, eravamo carichi e pronti a godercela tutta....pronti,
partenza, via!!!!
Sin
da subito alla prima salita si era creata una fila indiana
incredibile.... c'era chi l'ha presa come una scampagnata..chi era
impaurito dal passare al di là di un piccolo ruscello... sicuro che
siete qui per partecipare al RONDA GHIBELLINA TRAIL????
Con
le compagne di fango le Cinghialotte e altre ragazze abbiamo superato i
turisti e preso il via..... dalla prima salita è stato un bel viaggio
su quei sentieri molto wild...salite strette ma mai troppo ripide...per
immergerci nel bosco, scendere discese fangose sostenendoci agli
alberi... ed ecco che i ricordi del percorso attraversato lo scorso anno
si son fatti vivi davanti a me.... ma questa volta nessuna fatica,
questa volta solo voglia di esserci, di godermela tutta, di divertirmi e
sorridere.. e così è stato!!!
Ho
conosciuto persone stupende, abbiamo condiviso i paesaggi attorno a
noi... mi sono fermata più volte ad ammirare le dolci colline in
lontananza, il verde della mia Toscana.. "Riuscite a vedere ciò che vedo
io???" come Chris in Into the Wild....
Ho trasmesso ciò che sentivo a chi ha corso con me.... agli assistenti per strada...a chi ci aspettava ai ristori.
"Sicuro
che fa la lunga? non sembra stanca!!".... l'emozione aveva preso il
sopravvento, portandomi passo dopo passo a perdermi in quei sentieri. A
metà percorso ho conosciuto Massimo, che col suo passo tranquillo aveva
il mio stesso spirito da randonee... ci siamo persi in chiacchiere al
25esimo per 500metri... per renderci conto che quella strada era troppo
"comoda" per far parte della Ronda....e infatti... le fettucce c'erano,
si, ma erano lì in mezzo al bosco.... e andiamo!!! discese in mezzo agli
alberi, salite non troppo bastarde, fango, ruscelli da saltare....che
spettacolo!!!
Durante
il nostro cammino, la sorella di fango Silvia, conosciuta lungo il
cammino, non ne aveva più... come dirle che "il bello doveva ancora
venire"??? e così io e Massimo abbiamo abbandonato il nostro obiettivo
di arrivare prima delle 8 ore... il tempo in questi casi non conta,
conta far squadra e darci carica uno con l'altro... Il bello è arrivato,
al 37esimo km...si saliva mentre vedevamo l'arrivo lì sotto di
noi....Castiglion Fiorentino era a meno di 3 km sotto di noi, ma ci
toccava salire...salire..salire e di km per arrivare ne mancavano il
doppio. Forza ragazzi... è fatta...è quasi fatta, un ultimo sforzo!!! e
giù..... quella discesa verso l'arrivo è stato liberatoria!! abbiamo
corso fino alla fine, l'emozione saliva, le 8 ore e 48minuti non si
sentivano nemmeno, ciò che sentivo era un'emozione esplodermi dentro!!! è
fatta....Sono una GHIBELLINA!!! VOGLIO IL BOCCALE...E VOGLIO
BRINDARE!!! e all'arrivo chi mi aspettava? Gianluca e Fedele.... non c'è
stato arrivo più bello!!!!
un
GRAZIE a Renato Menci per aver organizzato un evento perfetto... e
ideato un percorso bastardo ma incredibilmente stupendo... e un GRAZIE
di cuore ai miei amici Malandrini.... Gianluca, Fedele, Laura, Alberto,
Massimo e Barbara e ai compagni di squadra Silvia e Maurizio!! alla
prossima......
ovunquecorri... che sia una città o un sentiero o la pista ciclabile sotto casa, questo blog è per condividere la mia passione per la corsa, emozioni, amicizie, foto, posti conosciuti "sulle mie gambe", sentieri etc...
mercoledì 29 gennaio 2014
lunedì 13 gennaio 2014
ULTRAMARATONA DEL LAMONE: 48KM...come iniziare al meglio il 2014 :)
L'Ultramaratona del Lamone a Traversara (RA) due anni fa è stato il mio ingresso nel mondo delle ultramaratone. Ogni anno è un giorno di festa, un ritrovo tra folli affamati di lunghe distanze, che iniziano l'anno delle ultra in quel di Traversara, per correre insieme sulle sponde del fiume Lamone. Quest'anno eravamo in tanti, 201 iscritti, in un giorno di festa e amicizia, tutti lì per la prima gara del circuito Iuta, la prima ultra dell'anno, come mancare?
Fino al venerdi mi sentivo spensierata, serena, tranquilla, per poi prendere in un istante consapevolezza che sarebbero stati 48 i km da correre, non pochi, non facili, sulle sponde di un fiume e quindi sterrato. Ed ecco che l'ansia pre-gara (seppure non mi senta mai un'atleta agonista) si è fatta sentire, con lo stomaco sotto sopra e la mia scrupolosa e rituale preparazione della borsa. Tutto pronto da due giorni, tutto minuziosamente sistemato, pensato, ricontrollato almeno 2 volte, perchè so come sono fatta, insicura nella vita, ma precisina e scrupolosa nello sport. E precisa lo sono diventata in questi due anni di ultra e trail, sbagliando più volte, imparando dai miei errori.
Appena arrivati in Romagna di prima mattina, ti rendi conto e ti ricordi che il 90% per cento delle volte non vedrai un raggio di sole a gennaio e sarà così per tutte le ore in cui correrai ed allora ti viene spontaneo autoconvincerti che è tutta questione di testa...che la solarità la tiri fuori da dentro e costruisci passo dopo passo la tua di corsa. E così è stato! Solare lo sono sempre quando corro, è la mia caratteristica, è ciò che chi mi conosce si ricorda di me...sorriso, ilarità, serenità. E' questo che provo quando corro, serenità, passo dopo passo, ciò che mi fa andare oltre la stanchezza, oltre la distanza, e mi porta fino al traguardo. Serenità è ciò che vivo in questo periodo, come una manna dal cielo, che mi fa vedere tutto colorato, serenità e felicità, tutto inaspettato, ma che mi fa stare bene, mi ricarica in ogni momento e non sento la stanchezza.
Per la prima volta ieri mi sono trovata a far da "maestra" a chi ultramaratoneta voleva diventarlo. Per tutto il tempo mi sono sentita inadeguata, io che sono alle prime armi, io che ho tanto da imparare, ma ho trasmesso ciò che mi è stato insegnato e l'ho trasmesso col cuore come se parlassi a me stessa. L'allievo in questione è stato il signor Arturo, 67 anni e una quarantina di maratone nel suo palmares...o mio Dio, tante, troppe, rispetto a me che se sommo le mie poche medaglie a stento arrivo a poco più della metà. Ma non conta quanti km hai percorso, se ti viene chiesto come fai a correre una 48km e cosa senti, allora trasmetti le tue emozioni, i tuoi pensieri e speri che dall'altra parte ci sia qualcuno che davvero vuole ascoltare.
"Non ce la posso fare, sono troppi, al massimo sono arrivato a 42 di km, manca troppo, ancora 3...2 giri, al massimo cammino fino alla fine.." quante volte l'ho detto anch'io, prima di capire che non devi contare la distanza in un'ultra, che non devi chiederti quanto manca, se parti per fare tutti quei km, li vivi ma non li conti, ti metti l'anima in pace e vai...passo dopo passo. "Arturo non ci devi pensare, altrimenti lì è il ristoro, fermati e basta! non ti godi la tua corsa, stai facendo ciò che ti piace fare, rilassati e ascoltati...tutto qui!". Mi ha chiesto se sentivo la stanchezza perchè mi vedeva rilassata, perchè fossi sicura che sarei arrivata, gli ho risposto che il ginocchio faceva male, ma non lo sentivo, che avevo dei motivi per arrivare, che ogni giro aveva la sua importanza...e che, si, sarei arrivata, ma non camminando, no...l'avremmo corsa tutta, dall'inizio alla fine, fermandoci solo ai ristori, perchè c'era ogni ben di Dio da spiluccare! così è stato!
Poche parole ma buone, finchè al 40 esimo km gli ho chiesto silenzio, perchè volevo ascoltare il mio corpo, volevo godermi la mia di corsa, i miei passi, le mie emozioni. Del sano egoismo? forse si o forse no, ma era ciò di cui avevo bisogno. Non ho guardato il garmin, ma i miei passi seguivano il mio respiro, non volevo mai alzare i battiti del cuore, mai arrivare oltre quella soglia che ti permette ancora di rilassarti, riordinare i pensieri, ma allo stesso tempo aumentare il passo fino alla fine. La fine? è arrivata troppo presto questa volta, perchè quando ho visto l'avvicinarsi del traguardo, ho ripensato a tante cose, come un fiume in piena di emozioni vissute, di situazioni, di... tutto è esploso in un sorriso liberatorio, col cuore pieno di gioia e soddisfazione! Arturo è diventato un ultramaratoneta, gli ho messo la mia medaglia al collo e mi ha detto "ci rivedremo!". Lo spero...e di avergli trasmesso le mie emozioni!
Ringrazio Enrico Vedilei, sua moglie Luisa, Andrea Accorsi e la sua compagna Monica Barchetti per la riuscita di questa giornata meravigliosa, perfetta....ci rivediamo il prossimo anno, per il mio 3° anniversario da ultramaratoneta. E un ringraziamento ai miei compagni di viaggio: Maurizio, Fedele, Paolo e Donatella.
Fino al venerdi mi sentivo spensierata, serena, tranquilla, per poi prendere in un istante consapevolezza che sarebbero stati 48 i km da correre, non pochi, non facili, sulle sponde di un fiume e quindi sterrato. Ed ecco che l'ansia pre-gara (seppure non mi senta mai un'atleta agonista) si è fatta sentire, con lo stomaco sotto sopra e la mia scrupolosa e rituale preparazione della borsa. Tutto pronto da due giorni, tutto minuziosamente sistemato, pensato, ricontrollato almeno 2 volte, perchè so come sono fatta, insicura nella vita, ma precisina e scrupolosa nello sport. E precisa lo sono diventata in questi due anni di ultra e trail, sbagliando più volte, imparando dai miei errori.
Appena arrivati in Romagna di prima mattina, ti rendi conto e ti ricordi che il 90% per cento delle volte non vedrai un raggio di sole a gennaio e sarà così per tutte le ore in cui correrai ed allora ti viene spontaneo autoconvincerti che è tutta questione di testa...che la solarità la tiri fuori da dentro e costruisci passo dopo passo la tua di corsa. E così è stato! Solare lo sono sempre quando corro, è la mia caratteristica, è ciò che chi mi conosce si ricorda di me...sorriso, ilarità, serenità. E' questo che provo quando corro, serenità, passo dopo passo, ciò che mi fa andare oltre la stanchezza, oltre la distanza, e mi porta fino al traguardo. Serenità è ciò che vivo in questo periodo, come una manna dal cielo, che mi fa vedere tutto colorato, serenità e felicità, tutto inaspettato, ma che mi fa stare bene, mi ricarica in ogni momento e non sento la stanchezza.
Per la prima volta ieri mi sono trovata a far da "maestra" a chi ultramaratoneta voleva diventarlo. Per tutto il tempo mi sono sentita inadeguata, io che sono alle prime armi, io che ho tanto da imparare, ma ho trasmesso ciò che mi è stato insegnato e l'ho trasmesso col cuore come se parlassi a me stessa. L'allievo in questione è stato il signor Arturo, 67 anni e una quarantina di maratone nel suo palmares...o mio Dio, tante, troppe, rispetto a me che se sommo le mie poche medaglie a stento arrivo a poco più della metà. Ma non conta quanti km hai percorso, se ti viene chiesto come fai a correre una 48km e cosa senti, allora trasmetti le tue emozioni, i tuoi pensieri e speri che dall'altra parte ci sia qualcuno che davvero vuole ascoltare.
"Non ce la posso fare, sono troppi, al massimo sono arrivato a 42 di km, manca troppo, ancora 3...2 giri, al massimo cammino fino alla fine.." quante volte l'ho detto anch'io, prima di capire che non devi contare la distanza in un'ultra, che non devi chiederti quanto manca, se parti per fare tutti quei km, li vivi ma non li conti, ti metti l'anima in pace e vai...passo dopo passo. "Arturo non ci devi pensare, altrimenti lì è il ristoro, fermati e basta! non ti godi la tua corsa, stai facendo ciò che ti piace fare, rilassati e ascoltati...tutto qui!". Mi ha chiesto se sentivo la stanchezza perchè mi vedeva rilassata, perchè fossi sicura che sarei arrivata, gli ho risposto che il ginocchio faceva male, ma non lo sentivo, che avevo dei motivi per arrivare, che ogni giro aveva la sua importanza...e che, si, sarei arrivata, ma non camminando, no...l'avremmo corsa tutta, dall'inizio alla fine, fermandoci solo ai ristori, perchè c'era ogni ben di Dio da spiluccare! così è stato!
Poche parole ma buone, finchè al 40 esimo km gli ho chiesto silenzio, perchè volevo ascoltare il mio corpo, volevo godermi la mia di corsa, i miei passi, le mie emozioni. Del sano egoismo? forse si o forse no, ma era ciò di cui avevo bisogno. Non ho guardato il garmin, ma i miei passi seguivano il mio respiro, non volevo mai alzare i battiti del cuore, mai arrivare oltre quella soglia che ti permette ancora di rilassarti, riordinare i pensieri, ma allo stesso tempo aumentare il passo fino alla fine. La fine? è arrivata troppo presto questa volta, perchè quando ho visto l'avvicinarsi del traguardo, ho ripensato a tante cose, come un fiume in piena di emozioni vissute, di situazioni, di... tutto è esploso in un sorriso liberatorio, col cuore pieno di gioia e soddisfazione! Arturo è diventato un ultramaratoneta, gli ho messo la mia medaglia al collo e mi ha detto "ci rivedremo!". Lo spero...e di avergli trasmesso le mie emozioni!
Ringrazio Enrico Vedilei, sua moglie Luisa, Andrea Accorsi e la sua compagna Monica Barchetti per la riuscita di questa giornata meravigliosa, perfetta....ci rivediamo il prossimo anno, per il mio 3° anniversario da ultramaratoneta. E un ringraziamento ai miei compagni di viaggio: Maurizio, Fedele, Paolo e Donatella.
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