Non mi ero ancora iscritta alla maratona di quest'anno, ho aspettato fino all'ultimo mese, io, sempre la solita che nella mia indecisione aspetto l'ultimo momento... ma quest'anno la 30° Firenze Marathon cadeva proprio il giorno del mio compleanno, 24 novembre... e allora mi son detta: quale modo migliore per festeggiarlo? ho la corsa, la mia passione, ho Firenze, la mia città che adoro.. mi faccio questo regalo!
La domenica mattina di solito esco di casa e corro lungo l'Arno, salgo sulle colline oltre il Piazzale Michelangelo, ogni tanto mi avventuro su fino a Fiesole e da lì su non puoi che fermarti ad ammirare Firenze dall'alto, in tutta il suo splendore...nella sua pienezza.
Il venerdi alle ore 10 credo di essere stata una delle prime a ritirare il pettorale, n.1356.. il sabato sera cena normale a casa, la mattina sveglia comoda, colazione senza fretta e giù a raggiungere il caos. Si, il caos di 11 mila persone venute da ogni parte per godersi la mia città.. mai vista tanta gente tutta in poche centinaia di metri!
Dopo aver fatto un'immane fatica ad entrare nelle griglie, mi sentivo emozionata ma serena, nessuna tensione come capita di solito, quella tensione che per lo più è il chiedere a se stessi "ce la farò ?". Nei minuti che precedono la partenza sento quell'adrenalina che sale, tiro un lungo respiro, sorrido per smorzare la tensione e per qualche attimo sento un profondo silenzio mentre so che tutto intorno a me è un caos di runners, musica e chiacchiere.
La gioia i primi km a guardarmi intorno incuriosita, i primi km che scorrevano sereni, con quella voglia di arrivare al 4° e vedere mio fratello Maurizio. Che gioia! un abbraccio sudato... lui che per la prima volta ha voluto seguire una mia maratona.
Ho corso fino al 27esimo km con una serenità incredibile, non guardavo mai il mio garmin, modulavo il respiro e mi basavo sui battiti del mio cuore. Lo faccio spesso da quasi un anno, sto imparando a conoscere me stessa e il mio corpo e le sue reazioni nella corsa, e sento senza guardare l'orologio quando è il caso di rallentare i battiti e non avere mai il cuore in gola... Tutto perfetto fino al 27esimo km...ho corso da sola, ho affiancato Andrea, pacer delle 4.15, ma ognuno nella sua concentrazione, ci siamo scambiati poche frasi.
D'un tratto dei forti crampi allo stomaco, la voglia di liberarmi di ogni cosa che potesse toccarmi la pancia, il marsupio, l'elastico del pantaloncino, ma no... i crampi e sentire il gelo addosso, quel gelo che ti penetra le ossa. Ho provato a distogliere l'attenzione da ciò che sentivo, ho provato a prendere fiato, ma era un respiro smorzato.
Mi sono messa con calma a correre fino al 34esimo, dove avrei incontrato la mia amica Ilaria, ho urlato il suo nome davanti casa come le avevo promesso, lei era lì, sorridente e pimpante a farmi foto... Le ho mollato tutto ciò che avevo, tutto ciò che mi pesava. Al 35esimo, la mia amica Laura era lì ad aspettarmi come volontaria, mi sono fermata da lei qualche minuto, avrei voluto una coperta e tè caldo... una pausa che mi è sembrata lunghissima, una pausa durante la quale le ho solo detto "Non mi fermo, ma vado con calma all'arrivo!!"
Con calma... come sempre quando corro le mie ultra, durante le quali siamo io e le mie gambe, io e la mia passione e non mi chiedo mai quanto manca, mai quanto ci vuole ancora. Non più... lo facevo il primo anno, ora mi godo fino all'ultimo passo sperando che non sia mai l'ultimo.
Quando ho visto il 40esimo km, ho pensato che era finita,ma allo stesso tempo mi son chiesta "e se mancassero quei 60km per arrivare a 100?cosa faresti Lucy? Non mi fermerei!"... al 40esimo ho sentito urlare il mio nome, VAI LUCY... una compagna di squadra che mi incitava! che bello!!
Quel km finale l'ho vissuto, non corso, l'ho sentito dentro, un passo dopo l'altro... mi è successo due volte in questi miei pochi anni di corsa, al Passatore e all'Eiger Ultratrail... quell'ultimo km che ti scorre lento ma durante il quale ci metti tutto te stesso e ti senti pieno di tutta l'energia possibile..
...300metri... trecento metri e poi girare l'angolo che percorro tutti i giorni in bici per andare a lavoro... 300 metri e Santa Croce è lì che ti aspetta. è fatta!!! che scema che sono, non ho visto il timer... ho staccato il chip, preso la mia medaglia e mi sono diretta verso la ragazza delle coperte termiche "Dammi un'abbraccio, sto congelando...!!"..
Questa mia Firenze Marathon vale più di tante gare preparate...di quelle che ti aspetti di fare un bel tempo, per te stessa, per tutti i giorni che la mattina ti svegli alle 6 inseguendo la tua passione... Questa volta l'ho corsa senza preparazione, ma semplicemente per correre nella mia città..e le lacrime sono scese come momento liberatorio... c'era stanchezza e tanto altro..c'erano emozioni accumulate in questo periodo..
Buon compleanno Lucy... :)
Nessun commento:
Posta un commento